Il Nero e il Bianco non sono colori: ne sono la somma o l’assenza, sono la somma o l’assenza di ogni sfumatura. NE[G]RO non è una rassegna satirica ma è, appunto, una somma di qualcosa: di autori di diverse città e di diversi paesi, tutti alle prese con la paura di quel virus, quel batterio, che i greci chiamavano barbari e che oggi chiamiamo immigrati. Ma le invasioni barbariche non si fermano, lo insegna la Muraglia Cinese. Questo è quello che racconta NE[G]RO, che non è un colore, è una somma di paure attualissime, reali o immaginarie, ingiustificate o meno.
Il Ne[g]ro in esposizione sarà quello degli italiani Vauro (Il Manifesto, Rai Tre), Giuliano (Il Male), Marassi (Linus, Il Messaggero, Il Mattino), Franzaroli (Cuore), Frago&Mazza (Smemo, Emme), Cavaliere (Cuore), Maramotti (L’unità), Natangelo (Il Fatto Quotidiano, Linus), Bicio Fabbri (emme) e AlePop (XL Repubblica).
Di Wolinsky, che racconta la Francia (xenofoba o esempio di integrazione razziale) da Charlie Hebdo, e anche di Jiho che invece è sull’avversario Siné Hebdo. Di Monteys, che dirige la storica El Jueves, rivista cult in Spagna, paese in cui come noi e prima di noi vengono proposti esami di cultura per gli stranieri e respingimenti sul crepuscolo dell’idillio con ZP. Concludendo infine con Stefano Benni, grande firma satirica italiana, che incontrerà i suoi lettori durante i giorni della rassegna satirica a Napoli COMICON.
Ancora una volta la satira esce dalle colonne dei quotidiani o di una rivista, per essere esposta nella sua prima tappa al grande pubblico del Salone internazionale del Comicon; per la seconda volta, le più grandi firme italiane si uniscono a talenti nuovi o poco conociuti e agli autori più graffianti delle riviste straniere Charlie Hebdo, Sinè Hebdo e El Jueves.
Ne[g]ro, la seconda edizione della Rassegna Internazionale di Satira a cura di Mario Natangelo, non è un colore ma una riflessione e una provocazione, una protesta e una proposta, uno sberleffo. Perché, come scrive Benni, ‘ridere non è un crimine’ e con Ne[g]ro proveremo a farlo affrontando con il vigore del tratto satirico questo argomento così delicato. Nonostante l’argomento sia molto delicato.
Negro non è un colore: è una parola che non si dice, è politicamente scorretta anche in tempi in cui non c’è niente di più scorretto della politica stessa e delle sue muraglie cinesi giuridiche. Un invito ad aprire la mente: perché, parafrasando Ellekappa, madrina della prima edizione: il mondo non lo vediamo tutti allo stesso modo: per alcuni è bianco, per altri è Ne[g]ro.”